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10 maggio 2019

Assegnazione Gara Tpl: le reazioni

È passata una settimana dal decreto di aggiudicazione definitiva della gara unica tpl con il quale la Regione ha affidato ai francesi di Ratp.
In questa settimana si sono alternate le dichiarazioni e le posizioni di vari esponenti politici, associazioni di categoria e amministrazioni (vedi alcuni esempi nell'allegato a fianco)
Nonostante questa trasversalità di persone e orientamenti politici, il tema ricorrente è lo stesso: perché la Regione ha voluto anticipare e sostituirsi al Consiglio di Stato?

Lo chiede l’onorevole Giorgia Meloni, in visita a Prato per motivi di campagna elettorale e che ha voluto conoscere i lavoratori e la dirigenza di Cap per capire meglio le dinamiche di gara: “Vedere amministrazioni che, nonostante i ricorsi al Consiglio di Stato, fanno forzature per consentire ai francesi di gestire il nostro tpl, per me è una cosa folle”.
“Bisogna rispettare le regole –commenta Meloni- ma una Regione che forza la procedura, anche rispetto ad una sentenza del Consiglio di Stato che sarà verosimilmente non favorevole ai francesi, affidando comunque ai francesi è un atteggiamento che tradisce una certa volontà di affidare proprio a loro il servizio. La domanda è perché?”

Lo stesso Sindaco di Prato Biffoni si è speso in questi giorni per dimostrare la propria posizione contraria alla scelta della Regione di affidare la gara prima della sentenza del Consiglio di Stato.
“La scelta della Regione è assolutamente insensata. Sembra quasi uno sgarbo alla città di Prato che ha in Cap un’azienda di eccellenza del territorio e con la quale ha intavolato un piano di mobilità per il futuro (PUMS) e per le esigenze dei cittadini.” “Io ho cercato di capire dai vertici Cap quali possono essere gli strumenti per far in modo che si aspetti davvero la sentenza del Consiglio di Stato per evitare difficoltà inutili ed insensate nel sistema del tpl”.

Dello stesso tenore anche il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, primo attore della delibera di Gennaio 2019 in cui il Consiglio intimava alla Giunta Rossi di non aggiudicare la gara prima della pronuncia del Consiglio di Stato. “Un indirizzo - afferma Giani - i cui effetti vengono vanificati da questo affidamento, che non corrisponde né alla volontà dell’assemblea legislativa della Toscana e neppure a profili di opportunità. Sarebbe stato opportuno attendere pochi mesi, osserva ancora il presidente del Consiglio regionale, fino alla pronuncia del Consiglio di Stato, il supremo organo della giustizia amministrativa, prevista per il mese di ottobre".

La stampa regionale ha pubblicato numerose altre posizioni politiche di tale indirizzo: i sindaci di Arezzo (Centrodestra) e Livorno (Movimento 5 stelle) ed il vice-sindaco di Siena (Centrodestra); i candidati sindaci di Prato Spada (Centrodestra) e Garnier (Indipendente); Ciolini (Consigliere Regionale PD); Marras (Capogruppo PD in Consiglio Regionale); La Pietra (Senatore Forza Italia) e molti altri.
Non solo il mondo politico, ma anche quello del lavoro e dell’associazionismo si è schierato contro la scelta di Rossi.

Confeservizi Cispel ha preso apertamente posizione: “decisione grave ed immotivata quella di aggiudicare la gara del tpl senza attendere la sentenza definitiva del Consiglio di Stato”.
Confartigianato Prato ha espresso “solidarietà a Cap e amarezza e delusione per una scelta che non aveva reale motivazione nell’urgenza”.
Confcooperative si dice “preoccupata per la qualità del servizio e per le sorti degli investimenti di Cap e Mobit: questa aggiudicazione non porrà fine ai contenziosi”.